Se apri Instagram oggi e cerchi la parola “Beauty”, è praticamente impossibile non imbattersi nel suo volto, nei suoi occhi scuri intensi o in uno dei suoi iconici prodotti. Huda Kattan, fondatrice di Huda Beauty, non è solo una truccatrice o un’imprenditrice. È un fenomeno sociologico.
Forbes l’ha inserita tra le donne “Self-Made” più ricche d’America. Il suo brand vale oltre un miliardo di dollari. Ha più di 50 milioni di follower che pendono dalle sue labbra (spesso disegnate con le sue matite labbra virali).
Ma se pensi che la sua vita sia sempre stata fatta di jet privati, uffici a Dubai e collezioni sold-out in pochi minuti, ti sbagli di grosso.
La storia di Huda è una delle più ispiranti per chiunque segua il nostro blog Cheapndchik, perché dimostra che il successo non arriva perché sei “figlia di qualcuno” o perché hai budget illimitati. Il successo di Huda nasce da un mix letale di frustrazione, passione ossessiva e, incredibilmente, da un licenziamento che le ha spezzato il cuore.
Mettiti comoda, perché stiamo per ripercorrere il viaggio della donna che ha cambiato per sempre le regole del gioco nel mondo della cosmetica.
L’anatroccolo che voleva solo sentirsi bella
Huda non è nata regina del beauty. Nata in Oklahoma da genitori iracheni, è cresciuta nel sud degli Stati Uniti sentendosi spesso “diversa”. In un mare di compagni di scuola biondi con gli occhi azzurri, Huda si sentiva fuori posto con i suoi tratti mediorientali marcati. Il trucco, per lei, non era vanità: era un’armatura. Era il modo per prendere il controllo della sua immagine e sentirsi sicura di sé.
Ma la vita ha strani modi per portarti sulla tua strada. Nonostante la passione per i pennelli, Huda segue il percorso “sicuro”. Studia finanza all’università, si laurea e si trasferisce a Dubai per lavorare nel mondo del recruiting finanziario.
Sulla carta, aveva “fattocela”. Aveva un lavoro stabile, uno stipendio, un tailleur. Nella realtà, era infelice.
Poi arriva il 2008. La crisi finanziaria globale colpisce duramente Dubai. Un giorno, il suo capo la chiama in ufficio e la licenzia.
Per molti sarebbe stata la fine. Per Huda, è stato l’inizio. In quel momento di vuoto, ha deciso che non avrebbe mai più passato la vita a fare qualcosa che non amava. Torna a Los Angeles per studiare make-up, e poi torna a Dubai con un piano.
2010: La nascita del blog (e la filosofia Cheapndchik)
Prima di vendere qualsiasi cosa, Huda ha fatto una cosa che oggi sembra banale ma che allora era rivoluzionaria: ha iniziato a regalare valore.
Apre un blog su WordPress chiamato “Huda Beauty”. Non c’erano shop, non c’erano prodotti. C’era solo lei che condivideva tutto quello che sapeva.
E quando dico “tutto”, intendo proprio tutto. Huda non aveva paura di sporcarsi le mani. I suoi contenuti erano un mix geniale di alta professionalità e consigli casalinghi super economici.
Ricordi i video in cui usava il nastro adesivo per fare la linea di eyeliner perfetta? O quando usava il latte di magnesia come primer viso per la pelle grassa? O la spazzolina del mascara intinta nell’olio di ricino per le ciglia?
Ecco, quella era la vera essenza Cheapndchik. Huda insegnava alle donne che non serviva spendere capitali per essere belle, bastava l’ingegno. Questa onestà brutale (recensiva negativamente anche prodotti costosi se non le piacevano) le ha fatto guadagnare la moneta più preziosa del mondo digitale: la fiducia cieca delle sue lettrici.
Le ciglia finte e il prestito della sorella
Nel 2013, Huda nota una lacuna nel mercato. Lei amava le ciglia finte, ma quelle in commercio erano o troppo plasticose e finte, o incredibilmente costose.
Inizia a tagliuzzare e incollare insieme diverse paia di ciglia economiche per creare lo sguardo perfetto per le sue clienti. La gente inizia a chiederle: “Ma dove le hai comprate?”.
Lì scatta la scintilla imprenditoriale. Vuole produrle. Ma non ha i soldi.
Sua sorella Mona (oggi presidente globale dell’azienda) crede in lei e le presta 6.000 dollari. È tutto quello che hanno.
Huda trova un produttore in Indonesia, lavora giorno e notte al design e, con una faccia tosta incredibile, riesce a ottenere un incontro con Sephora Dubai.
All’inizio, i buyer di Sephora sono scettici. “Chi comprerebbe delle ciglia da una blogger?”, pensano. Accettano di prendere uno stock piccolissimo, quasi per farle un favore.
Poi succede l’imponderabile. Kim Kardashian, che all’epoca era già l’icona mondiale del beauty, prova le ciglia di Huda. Se ne innamora. Le indossa. Ne parla.
È l’esplosione. Le ciglia vanno sold-out ovunque. Huda Kattan smette di essere solo una blogger e diventa un Brand.
La strategia Social: Metterci la faccia (letteralmente)
Mentre colossi come L’Oréal o Estée Lauder spendevano milioni in campagne pubblicitarie con modelle perfette e ritoccate, Huda faceva una cosa diversa su Instagram.
Metteva la sua faccia. Senza trucco, con le occhiaie, con i brufoli. E poi mostrava, passo dopo passo, come il trucco poteva trasformarla.
I suoi video erano (e sono) ipnotici. Sono veloci, divertenti, reali.
Ma la sua mossa più geniale è stata quella di non usare la sua pagina solo per sé stessa. Huda repostava (e lo fa ancora) video di truccatori sconosciuti, di ragazze comuni, di talenti emergenti. Se Huda Beauty ti repostava, la tua carriera decollava in un secondo.
Ha creato una community globale basata sul supporto reciproco. Non parlava alle persone, parlava con le persone.
Dal rossetto liquido al miliardo
Dopo le ciglia, il passo successivo sono stati i rossetti liquidi. Ricordi il boom dei “Liquid Matte” nel 2016? Huda è stata una delle pioniere. Poi sono arrivate le palette di ombretti (la Rose Gold Palette è ormai storia del make-up), i fondotinta super coprenti (il famoso #FauxFilter), e la linea di skincare Wishful.
Ogni lancio è un evento. E sai perché? Perché Huda legge i commenti.
Quando ha lanciato la prima versione del fondotinta, molti si lamentavano che fosse troppo profumato. Cosa ha fatto lei? Non ha ignorato le critiche. È tornata in laboratorio, ha riformulato tutto, ha tolto il profumo e ha rilanciato il prodotto dicendo: “Vi ho ascoltato”.
Questa umiltà nel business è una merce rarissima.
Oggi Huda Beauty è un impero a gestione familiare (ci lavorano le sorelle Mona e Alya e il marito Chris), ma mantiene quello spirito da start-up. Huda ha rifiutato offerte di acquisto miliardarie da parte dei grandi conglomerati perché voleva mantenere il controllo creativo e l’anima del brand.
Cosa ci insegna la storia di Huda?
La storia di Huda Kattan è un manuale di sopravvivenza e successo per il 2026.
Ecco le tre lezioni che noi di Cheapndchik portiamo a casa guardando il suo percorso:
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Il fallimento è un carburante: Se Huda non fosse stata licenziata da quel noioso lavoro in finanza, oggi non esisterebbe Huda Beauty. A volte, quando la vita ti chiude una porta in faccia (anche brutalmente), ti sta solo costringendo a prendere la strada giusta.
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Trova la tua nicchia e dominala: Huda non ha lanciato subito una linea completa di trucco. Ha iniziato con un solo prodotto: le ciglia finte. Le ha fatte meglio di chiunque altro. Una volta conquistata l’autorità su quello, ha espanso il regno. Inizia piccolo, ma pensa in grande.
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La passione batte il budget: Huda ha iniziato con una webcam sgranata e consigli fai-da-te. Non aspettare di avere l’attrezzatura perfetta o il momento perfetto per lanciare il tuo progetto. Inizia con quello che hai. Se il contenuto è valido, se la tua idea risolve un problema, le persone ti seguiranno.
Conclusione
Oggi Huda Kattan guarda il suo impero dall’alto dei grattacieli di Dubai, ma non ha mai dimenticato la ragazza che si sentiva insicura in Oklahoma.
La sua missione non è mai stata “vendere trucchi”, ma “vendere fiducia”. Ha dato agli strumenti per sentirsi potenti a milioni di persone.
Che tu stia sognando di aprire il tuo business o semplicemente cercando il rossetto perfetto che valga i tuoi soldi, ricorda la lezione di Huda: lavora sodo, sii gentile, ascolta la tua community e, soprattutto, non lasciare mai che nessuno ti dica che le tue sopracciglia (o i tuoi sogni) sono troppo grandi.
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Articolo pubblicato da Cheapndchik




