tesoro di San Gennaro

Il Tesoro di San Gennaro: Il Patrimonio d’Arte Orafa Più Ricco del Mondo

Nel cuore di Napoli, custodito nella Cappella del Tesoro del Duomo, si trova uno dei patrimoni di oreficeria sacra più preziosi, ricchi e straordinari al mondo: il Tesoro di San Gennaro. Questa collezione, accumulata nel corso di sette secoli attraverso donazioni di re, regine, papi, nobili e devoti di ogni estrazione sociale, rappresenta non solo un valore economico inestimabile, ma anche una testimonianza tangibile della devozione popolare napoletana verso il santo patrono della città. Il Tesoro supera persino quello della Corona Britannica e delle gioie dello Zar di Russia per quantità e qualità delle opere d’arte orafa.

San Gennaro: Il Santo Patrono di Napoli

Prima di esplorare il Tesoro, è essenziale comprendere chi fosse San Gennaro e perché la sua figura sia così centrale per l’identità napoletana.

Le Origini: Gennaro nacque probabilmente a Benevento nel 272 d.C. e divenne vescovo di quella città. Durante le persecuzioni anticristiane dell’imperatore Diocleziano, fu arrestato insieme ai suoi compagni mentre visitava il diacono Sosso, imprigionato a Miseno. Il 19 settembre 305 d.C., fu decapitato nell’anfiteatro di Pozzuoli, vicino alla Solfatara.

Il Miracolo del Sangue: La reliquia più venerata di San Gennaro è costituita da due ampolline contenenti quello che la tradizione identifica come il suo sangue rappreso. Tre volte l’anno – il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre (anniversario del martirio) e il 16 dicembre – il sangue contenuto nelle ampolline si liquefa durante una solenne cerimonia nel Duomo di Napoli. Questo fenomeno, osservato e documentato da secoli, è considerato miracoloso dai fedeli e oggetto di studio scientifico da parte di ricercatori.

Per i napoletani, la liquefazione del sangue è un segno di protezione del santo sulla città. Quando il sangue non si scioglie, è considerato presagio di sventure. La storia napoletana ha spesso collegato mancate liquefazioni a eventi tragici: eruzioni del Vesuvio, epidemie, terremoti, eventi politici disastrosi.

Devozione Popolare: San Gennaro non è solo una figura religiosa per Napoli, ma parte integrante dell’identità cittadina. La sua protezione è invocata nei momenti di pericolo, la sua intercessione richiesta nelle difficoltà quotidiane. Questa devozione profonda, che attraversa tutte le classi sociali, ha generato nei secoli il flusso ininterrotto di doni preziosi che costituiscono il Tesoro.

La Cappella del Tesoro: Un Capolavoro Barocco

Il Tesoro è custodito in un luogo degno della sua magnificenza: la Cappella del Tesoro di San Gennaro, situata nel Duomo di Napoli (Cattedrale di Santa Maria Assunta).

La Costruzione: La cappella fu costruita tra il 1608 e il 1637, dopo che nel 1527 i napoletani fecero voto solenne a San Gennaro di costruirgli una cappella se li avesse salvati dalla peste, dalla carestia e dall’eruzione del Vesuvio che minacciavano simultaneamente la città. Il santo “ascoltò” le preghiere, e i napoletani mantennero il voto.

La costruzione fu affidata ai migliori architetti dell’epoca, iniziando con Francesco Grimaldi. Il progetto fu portato avanti da una Deputazione speciale, composta da nobili napoletani, che ancora oggi gestisce il Tesoro indipendentemente dalla Chiesa, rendendolo una proprietà laica unica nel suo genere.

L’Architettura e gli Affreschi: La cappella è un trionfo del barocco napoletano. La pianta è a croce greca, sormontata da una cupola maestosa affrescata da Giovanni Lanfranco con la rappresentazione del “Paradiso”. Le pareti sono ricoperte di marmi policromi, bronzi dorati e argenti. Quarantadue busti d’argento dei santi protettori di Napoli circondano l’ambiente, creando un’atmosfera di sacralità opulenta.

Domenichino, il grande pittore bolognese, realizzò alcuni affreschi prima di dover fuggire da Napoli a causa di conflitti con artisti locali (si dice avvelenato dai rivali, ma sopravvisse). Il suo lavoro fu completato da Lanfranco e da José de Ribera, lo Spagnoletto, che contribuì con tele di straordinaria intensità drammatica.

La Cancellata: L’ingresso della cappella è protetto da una magnifica cancellata in bronzo dorato, opera di Cosimo Fanzago, che funge da confine simbolico tra il mondo profano e lo spazio sacro dove riposa il santo e il suo Tesoro.

Il Tesoro: Sette Secoli di Devozione in Oro e Pietre Preziose

Il Tesoro di San Gennaro comprende oltre 21.000 pezzi, tra cui gioielli, statue, busti, calici, ostensori, reliquiari, paramenti sacri e oggetti d’arte orafa di valore inestimabile. Ogni pezzo racconta una storia di devozione, gratitudine o richiesta di protezione.

Le Mitrie: Corone di Fede e Potere

Il Tesoro custodisce 21 mitrie pontificali, copricapi cerimoniali vescovili, ciascuna più preziosa dell’altra. Queste mitrie non sono semplici ornamenti liturgici, ma vere opere d’arte orafa tempestata di gemme.

La Mitra di San Gennaro: La più famosa, donata nel 1713, è decorata con 3.694 pietre preziose tra cui rubini, smeraldi, diamanti e zaffiri. Pesa oltre 18 chilogrammi ed è considerata una delle mitrie più preziose al mondo. I rubini, in particolare, sono di dimensioni e qualità eccezionali, provenienti probabilmente dalle miniere dell’Oriente.

Ogni mitra ha una storia. Alcune furono donate da sovrani in segno di gratitudine per scampati pericoli, altre da papi, altre ancora da devoti napoletani che investirono fortune intere per onorare il santo. Le gemme incastonate spesso provenivano da gioielli di famiglia tramandati per generazioni, poi smontati e ricomposti in questi oggetti sacri.

I Collari e le Collane: Catene di Devozione

Tra i pezzi più impressionanti del Tesoro ci sono i collari votivi, catene d’oro massiccio tempestate di pietre preziose donate come ex voto.

Il Collare di Carlo III di Borbone: Questo magnifico collare in oro e pietre preziose fu donato dal re di Napoli nel 1744 in segno di gratitudine per la nascita del suo erede. Il lavoro di cesello è così fine da sembrare merletto metallico. I motivi floreali sono intercalati da smeraldi, rubini e diamanti di prima qualità.

I Collari dei Devoti: Non solo sovrani, ma anche comuni cittadini napoletani, spesso riunendo i risparmi di una vita, donavano collari d’oro al santo. Questi oggetti testimoniano come la devozione trascendesse le classi sociali. Un pescatore poteva offrire una catenina semplice accanto al collare regale, entrambi espressioni dello stesso amore per San Gennaro.

Il Busto e la Statua di San Gennaro

Due rappresentazioni tridimensionali del santo dominano il Tesoro per importanza e magnificenza.

Il Busto Reliquiario Gotico: Creato nel 1305 da orafi francesi (Etienne Godefroy, Guglielmo di Verdelay e Milet d’Auxerre) su commissione di Carlo II d’Angiò, questo busto-reliquiario in argento dorato e smalti conteneva originariamente il cranio del santo. Alto 52 centimetri, è un capolavoro dell’oreficeria gotica. Il volto del santo è realizzato con una delicatezza e un’espressione di serenità straordinarie. La mitra che sormonta il busto è decorata con gemme e perle.

Questo busto fu processato per le strade di Napoli innumerevoli volte nei momenti di crisi: eruzioni del Vesuvio, terremoti, epidemie. Si racconta che più volte il busto fu portato verso il Vesuvio in eruzione e la lava miracolosamente si fermò.

La Statua d’Argento: Commissionata nel 1688, questa statua alta quasi due metri rappresenta San Gennaro a figura intera in argento massiccio. Il santo è rappresentato in posizione benedicente, rivestito di paramenti episcopali finemente cesellati. L’espressione del volto trasmette autorevolezza e protezione. Durante le processioni più importanti, questa statua viene portata per le vie del centro storico, seguita da migliaia di fedeli.

Gli Ostensori e i Calici: Liturgia in Oro

La collezione include decine di ostensori (contenitori per l’ostia consacrata) e calici liturgici, molti dei quali sono capolavori assoluti dell’arte orafa.

L’Ostensorio del Sette-Ottocento: Alcuni ostensori del Tesoro sono così elaborati da sembrare architetture in miniatura. Torri di oro e argento sormontate da croci, decorate con angeli, santi, motivi floreali, tutte tempestate di pietre preziose. L’ostensorio più prezioso, donato da un nobile napoletano nel XVIII secolo, incorpora oltre 500 diamanti, rubini e smeraldi in una struttura alta quasi un metro.

I Calici: Alcuni calici risalgono al XV secolo e mostrano l’evoluzione degli stili orafi attraverso i secoli. Dal gotico al rinascimentale, dal barocco al neoclassico, ogni epoca ha lasciato il suo contributo stilistico al Tesoro.

I Paramenti Sacri: Tessuti Preziosi

Oltre ai metalli e alle gemme, il Tesoro custodisce paramenti sacri di valore inestimabile: pianete, dalmatiche, piviali ricamati in oro e argento, spesso decorati con perle e pietre preziose.

La Pianeta di San Gennaro: Questo paramento, donato nel XVII secolo, è interamente ricamato in oro su seta cremisi. Il peso dell’oro usato nel ricamo è tale che il pianeta necessita di strutture di supporto per essere indossato. I motivi rappresentano scene della vita del santo e simboli eucaristici, realizzati con una maestria che fa sembrare il tessuto una tela dipinta.

I Piviali Reali: Diversi piviali (mantelli cerimoniali semicircolari) furono donati da sovrani spagnoli e borbonici. Uno in particolare, del XVIII secolo, incorpora perle orientali delle dimensioni di nocciole lungo tutto il bordo, creando un effetto di luminosità quasi soprannaturale.

Le Reliquie e i Reliquiari

Oltre al sangue miracoloso, il Tesoro custodisce numerose reliquie del santo e dei suoi compagni martiri, contenute in reliquiari di straordinaria bellezza.

Il Reliquiario del Braccio: Un avambraccio in argento dorato, finemente anatomico nei dettagli, contiene un osso del braccio del santo. Il reliquiario è decorato con scene della vita e del martirio di San Gennaro, realizzate a sbalzo con maestria incredibile.

Le Ampolline del Sangue: Le due ampolline contenenti il sangue del santo sono custodite in una teca preziosa, visibili ma protette. Queste ampolline, di vetro antico, sono oggetto di venerazione particolare e vengono mostrate al pubblico durante le cerimonie di liquefazione.

I Doni Reali e Nobiliari

Monarchi e nobili di mezza Europa contribuirono al Tesoro con doni suntuosi.

I Doni dei Borbone: La dinastia borbonica, che regnò su Napoli per oltre un secolo, fu particolarmente generosa. Maria Amalia di Sassonia, moglie di Carlo III, donò un set completo di arredi liturgici in argento massiccio. Ferdinando IV offrì diamanti di famiglia dopo essere sopravvissuto a un tentativo di assassinio che attribuì all’intercessione di San Gennaro.

I doni degli Asburgo: Anche gli imperatori austriaci, durante i periodi di controllo su Napoli, contribuirono con doni preziosi. Maria Teresa d’Austria donò uno splendido ostensorio decorato con diamanti imperiali.

I Doni dei Papi: Diversi pontefici contribuirono al Tesoro. Papa Pio IX, durante l’esilio a Gaeta nel 1849, trovò rifugio sotto la protezione del Regno delle Due Sicilie e in segno di gratitudine donò un calice e una patena in oro massiccio decorati con smalti e gemme.

La Gestione Unica: Una Proprietà Laica

Un aspetto straordinario e unico del Tesoro di San Gennaro è la sua gestione. Diversamente da altri tesori ecclesiastici, questo è di proprietà della Deputazione della Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, un ente laico indipendente fondato nel 1527.

L’Autonomia: La Deputazione gestisce il Tesoro indipendentemente dalla Curia napoletana. Questo significa che la Chiesa non ha autorità diretta sul Tesoro, una situazione unica che ha preservato la collezione attraverso i secoli, proteggendola anche da eventuali richieste ecclesiastiche di alienazione o prestito.

La Protezione Storica: Questa autonomia ha salvato il Tesoro in momenti critici. Durante l’occupazione napoleonica, quando molti tesori ecclesiastici furono saccheggiati, il Tesoro di San Gennaro fu protetto dalla sua natura giuridica particolare. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Deputazione organizzò il trasferimento segreto del Tesoro in un luogo sicuro, preservandolo dai bombardamenti.

Il Museo del Tesoro: Un’Esperienza Unica

Oggi, gran parte del Tesoro è esposto nel Museo del Tesoro di San Gennaro, situato accanto alla Cappella nel complesso del Duomo.

L’Allestimento: Il museo, rinnovato nel 2003, presenta le opere in un percorso cronologico e tematico che permette di comprendere non solo la bellezza artistica degli oggetti, ma anche il loro significato devozionale e la storia che rappresentano.

Le sale sono climatizzate e illuminate con tecnologia moderna che esalta la bellezza delle opere senza danneggiarle. Pannelli esplicativi in italiano e inglese, audioguide e schermi multimediali arricchiscono l’esperienza.

Cosa Vedere: Il percorso museale include:

  • Le mitrie preziose in una sala dedicata
  • I busti d’argento dei santi protettori
  • Gli ostensori e i calici in vetrine illuminate
  • I paramenti sacri in esposizione a rotazione
  • Una sezione dedicata alla storia della devozione a San Gennaro
  • Documenti storici e ex voto

La Cappella: La visita al museo include l’accesso alla magnifica Cappella del Tesoro, permettendo di ammirare gli affreschi, i marmi e l’altare dove si celebra il rito della liquefazione del sangue.

Il Valore: Inestimabile in Tutti i Sensi

Tentare di quantificare il valore economico del Tesoro di San Gennaro è quasi impossibile e, in un certo senso, inappropriato.

Valore di Mercato: Esperti stimano che, se venduto, il Tesoro potrebbe valere diverse centinaia di milioni di euro, forse oltre il miliardo. Ma molti pezzi sono così unici, con provenienze così illustri e fattura così eccezionale, da essere letteralmente senza prezzo. Chi potrebbe valutare oggetti che rappresentano sette secoli di storia, fede e arte al loro apice?

Valore Artistico: Dal punto di vista storico-artistico, il Tesoro rappresenta un compendio dell’oreficeria europea dal XIV al XX secolo. Studiosi da tutto il mondo visitano Napoli per studiare tecniche, stilie innovazioni rappresentate in questa collezione.

Valore Devozionale: Per i napoletani, il Tesoro ha un valore che trascende completamente l’economico. Rappresenta la protezione del santo, la storia della città, l’identità collettiva. L’idea di vendere anche solo un pezzo del Tesoro è impensabile.

La Liquefazione del Sangue: Il Rito che Unisce

Tre volte l’anno, il Tesoro diventa sfondo per uno degli eventi religiosi più significativi di Napoli: il rito della liquefazione del sangue di San Gennaro.

La Cerimonia: Nel Duomo gremito, il cardinale arcivescovo di Napoli (o un suo delegato) estrae dal Tesoro la teca contenente le ampolline. Mentre preghiere e canti riempiono la cattedrale, l’ampollina viene osservata. Quando il sangue si liquefa, il popolo esplode in un’ovazione “San Gennaro ha fatto il miracolo!”. Le campane suonano a festa, e la reliquia viene esposta alla venerazione dei fedeli.

Il Significato: Per i napoletani, la liquefazione è segno di protezione continua. La mancata liquefazione genera ansia collettiva. Nel maggio 2016, quando il sangue si liquefò solo parzialmente, molti videro un presagio (e infatti seguirono eventi considerati negativi per la città).

L’Atmosfera: Assistere alla cerimonia è un’esperienza antropologica unica. La tensione palpabile, le preghiere intense (specialmente delle “parenti di San Gennaro”, gruppo di anziane devote che siedono vicino all’altare e “sollecitano” il santo con preghiere pressanti), l’esplosione di gioia alla liquefazione: tutto testimonia una fede viva e un legame profondo tra una città e il suo santo.

Conclusione: Un Tesoro dell’Umanità

Il Tesoro di San Gennaro non è solo una collezione di oggetti preziosi. È la testimonianza materiale di sette secoli di devozione, un ponte tra cielo e terra costruito con oro, argento e gemme, un’affermazione di fede che ha attraversato peste, terremoti, eruzioni, guerre e rivoluzioni, rimanendo intatta.

Visitare il Tesoro significa immergersi nella storia di Napoli, comprendere l’anima di una città che ha sempre trovato speranza e protezione nella fede. Significa ammirare l’eccellenza artistica dell’oreficeria europea attraverso i secoli. Significa, soprattutto, confrontarsi con il mistero della devozione popolare, così potente da trasformare ricchezza materiale in offerta spirituale.

Per chi visita Napoli, il Tesoro di San Gennaro è una tappa assolutamente imperdibile, al pari del Museo Archeologico o della Cappella Sansevero. Ma è anche qualcosa di più: è l’opportunità di toccare, quasi letteralmente, il cuore pulsante di una città e di un popolo che, attraverso oro e pietre preziose, ha cercato di dare forma visibile all’invisibile, di rendere tangibile l’amore per il proprio protettore celeste.

E San Gennaro, dalla sua cappella luminosa, continua a vegliare su Napoli, circondato da tutto l’oro e tutte le gemme che l’amore dei napoletani ha accumulato ai suoi piedi attraverso i secoli.

Articolo pubblicato da Cheapndchik

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